Lasagna fredda di pane carasau

Avete mai immaginato una lasagna fredda, che si può mangiare camminando dentro un comodo vasetto mentre si fa una passeggiata durante una gita oppure su una coperta con il vostro cestino, forchettine colorate e la persona che amate?

Questa ricetta vuole essere l’alternativa estiva alla classica lasagna italiana. I colori della bandiera ci sono tutti e con loro anche la fantasia che ha trasformato gli ingredienti mediterranei per eccellenza in un pranzetto fresco e gustoso.

Pane carasau (in questo caso “guttiau”, la versione condita con olio e sale), passata di pomodoro “Rusticoro” de Le Conserve della Nonna, ricotta di pecora, basilico e olio evo, per un piatto tutto italiano.

Con questa ricetta salata, partecipo al contest Non Solo Buono e Le Conserve della Nonna in collaborazione con iFood : Ricette in Vasetto #ilmiopicnic.

Qui trovate la mia ricetta insieme a quelle di tutte le altre colleghe partecipanti al concorso:

http://www.ifood.it/le-conserve-della-nonna-ricette-in-vasetto-ilmiopicnic

Provate questi prodotti genuini, che sanno di candore, di genuinità e di famiglia. Sono buoni e semplici come quelli fatti in casa. Li riconoscete dal coperchio a quadri bianchi e rossi.

Lasagna fredda con pane carasau
Serves 2
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Ingredients
  1. 8 fogli di pane carasau
  2. salsa di pomodoro rustica (io Rusticoro de Le Conserve della Nonna)
  3. basilico fresco
  4. ricotta fresca di pecora o mista pecora
  5. olio evo
  6. sale
Instructions
  1. Cominciate facendo cuocere la salsa di pomodoro in una casseruola con un filo di olio evo, sale, pepe per una decina di minuti, aggiungendo un poco di acqua se necessario. Cuocetela fin a farla diventare piuttosto densa e fatela raffreddare.
  2. Una volta fredda, prendete i vasetti e iniziate a comporre gli strati.
  3. Iniziate con uno strato abbondante di salsa. Continuate con il pane carasau, lasciato in ammollo nell'acqua per qualche minuto. In seguito coprite con altra salsa, aggiungete la ricotta a pezzetti, il basilico e condite con un filo di olio. Continuate fino alla fine del vasetto.
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Trofie con pesto, tonno e pomodorini

Il mio primo articolo da redattrice per iFood.it è questo gustoso primo piatto, originario di Carloforte.

Vi invito a leggere la ricetta su iFood, con foto passo-passo e tutte le spiegazioni per realizzare una pasta buonissima, originale e veloce in poche mosse.

Grazie a chi mi ha voluto all’interno della redazione, realizzando un sogno fatto di dedizione, passione, impegno e #solocosebelle.

Buona cena a tutti!

Veronica

trofie

pesto_genovese

Pardulas alla ricotta (formaggelle sarde)

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Questi dolcetti al formaggio sono un cavallo di battaglia di mia nonna materna.

Tipici dolci sardi dalla forma inconfondibile, le pardulas nascono dall’unione del formaggio fresco di pecora, con limone e zafferano.

Mio nonno faceva il pastore e noi avevamo la fortuna di mangiare il suo formaggio di pecora. In base al periodo, si aveva  a disposizione ricotta di pecora appena fatta, formaggio fresco, pecorino stagionato. Io impazzivo. Lo guardavo nella sua casettina di fianco casa, che era il suo laboratorio, seduto su una seggiolina di paglia e legno e davanti a sé un pentolone di latte, dal quale ricavava il formaggio.

Io lo osservavo per ore ed ore e aspettavo il momento in cui le sue grandi mani tiravano fuori dal pentolone la ricotta calda… con le mani prendevo e mangiavo. Non dimenticherò mai quegli odori e quei sapori

Le formaggelle si fanno solitamente  a Pasqua e per ogni occasione speciale: matrimoni, compleanni, Natale. In alcune zone della Sardegna viene sostituito il formaggio “acido” con la ricotta, per un gusto più cremoso e delicato.

Per chi vuole avventurarsi nella ricetta classica di nonna, vi consiglio di cercare il formaggio fresco di pecora (simile al primo sale ma senza sale!) direttamente da un pastore di fiducia e di lasciarlo una notte fuori dal frigo a inacidirsi leggermente.

In alternativa c’è chi usa il primo sale anche se io trovo il gusto diverso e consiglio di sostituire il formaggio con la ricotta di pecora (sempre km 0 se possibile, non confezionata di marca).

 

Con questa dose vi usciranno circa 7-8 formaggelle. Se volete farne per tutta la famiglia come fa nonna…. moltiplicate per dieci 😀

 
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Con questa ricetta partecipo al contest Foodbloggest di Esperienze Gustose, la manifestazione dedicata alla cucina, in programma dal 6 all’8 maggio a Villa La Mattarana a Verona”.

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Pardulas (formaggelle)
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Ingredients
  1. Per il ripieno
  2. 100 gr di ricotta di pecora fresca
  3. circa 3 cucchiai di farina 00 (circa 25 gr)
  4. circa 2 cucchiai di zucchero
  5. mezzo cucchiaino di zafferano
  6. un pizzico di sale
  7. 1 tuorlo d'uovo
  8. la buccia grattugiata di un limone non trattato
  9. Per la pasta
  10. 100 gr di farina 00
  11. 1 cucchiaino di strutto di maiale
  12. 1 albume d'uovo
  13. un pizzico di sale
  14. acqua tiepida q.b.
Instructions
  1. Per il ripieno
  2. 100 gr di ricotta di pecora fresca
  3. circa 3 cucchiai di farina 00 (circa 25 gr)
  4. circa 2 cucchiai di zucchero
  5. mezzo cucchiaino di zafferano
  6. un pizzico di sale
  7. 1 tuorlo d'uovo
  8. la buccia grattugiata di un limone non trattato
  9. Per la pasta
  10. 100 gr di farina 00
  11. 1 cucchiaino di strutto di maiale
  12. 1 albume d'uovo
  13. un pizzico di sale
  14. acqua tiepida q.b.
  15. Cominciate dalla pasta.
  16. Sulla spianatoia, disponete la farina a fontana e nel mezzo aggiungete l'albume, lo strutto e il pizzico di sale.
  17. Impastate con le mani sbriciolando il tutto e bagnandovi le mani fino ad ottenere un panetto liscio e morbido.
  18. Fate riposare coperto da un canovaccio pulito per almeno 30 minuti.
  19. Nel frattempo dedicatevi al ripieno e accendete il forno a 170°, modalità ventilata.
  20. In una ciotola, mescolate la ricotta, con la farina, lo zucchero, il tuorlo, la buccia grattugiata del limone e infine unite lo zafferano e una presa di sale. Amalgamate il tutto in una crema liscia non troppo liquida.
  21. Stendete la pasta molto sottile con un mattarello o eventualmente con la macchina per la pasta fresca. Si deve ottenere una sfoglia sottile, come per i ravioli.
  22. Con una coppa pasta rotondo ricavate tanti cerchi di pasta. Al centro di ogni cerchio, ponete un cucchiaino di ripieno e richiudete pizzicando con le dita la pasta intorno al ripieno per ottenere la classica forma a sole. In alternativa ricavate un rettangolo di pasta e ponete tante palline di ripieno distanziate tra loro e richiudete la pasta ai lati del ripieno pizzicando tra una pallina e l'altra e dando forma concentrica alla biscia di pasta ottenuta.
  23. Disponete le pardulas ottenute su una teglia rivestita con carta da forno e fate cuocere in forno caldo a 170° per circa 30 minuti fino a quando il ripieno sarà bello dorato.
  24. Una volta fredde, decorate con miele, miele e zuccherini oppure glassa.
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Parafrittus (fatti fritti sardi)

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Dopo qualche settimana di assenza, torno con una ricetta bomba in vista del carnevale, i Parafrittus o Parafritti come li chiama nonna Albina, italianizzando la parola. In Sardegna li chiamano anche “fatti fritti”.

Io e mia sorella ne andiamo matte. Quando eravamo bambine la nonna li faceva in inverno. Quando decideva di farli, si alzava all’alba ad impastare chili e chili di farina. Lasciava lievitare e dopo pranzo friggeva. Poi chiamava tutta la tribù e distribuiva. Mia mamma è la quarta di sei fratelli. Figli e nipoti, si andava dalla nonna per assaggiarli caldi caldi, appena fatti. Io ne mangiavo almeno due. Poi si faceva il vassoietto da portare a casa anche per papà, come dolcino dopo cena. 

Non li avevo mai fatti da sola, senza la supervisione di nonna. Non è impossibile farli ma nemmeno facilissimo. E’ importante farli lievitare bene e attenzione al latte caldo.. non deve essere bollente altrimenti bloccherà la lievitazione del cubetto di lievito. Se non lievitano bene restano duri e crudi dentro e si inzuppano d’olio.

Se lievitati bene, restano invece soffici soffici, una vera bontà.

Molto simili ai Krapfen con la sola differenza di avere il buco in mezzo.

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Parafrittus (fatti fritti)
Tipici bomboloni sardi col buco, che si preparano per carnevale, simili alle graffe napoletane e ai Krapfen.
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Ingredients
  1. 1 kg farina
  2. 2 etti di zucchero semolato
  3. 4 uova
  4. 1 etto di strutto (o burro)
  5. 50 g di lievito di birra fresco
  6. 2 buste di vanillina
  7. la buccia di 1 limone grattugiata
  8. circa 1/2 litro di latte (l'impasto deve risultare morbido ma non liquido, per cui potrebbe servirne anche meno)
Instructions
  1. Separare gli albumi dai tuorli.
  2. Lavorare bene i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
  3. Unire i bianchi montati e incorporarli delicatamente (questo passaggio garantirà ancora più morbidezza ma potete anche lavorare le uova intere con lo zucchero)
  4. Aggiungere la vanillina, la buccia del limone.
  5. Scaldare il latte in un pentolino e sciogliere lo strutto in un altro.
  6. Tenere un poco di latte da parte per sciogliervi il cubetto di lievito.
  7. Cominciare a unire la farina al composto di uova, alternandola al latte tiepido a filo e allo strutto.
  8. Infine, sciogliere il cubetto nel restante latte e unire al composto.
  9. L'impasto deve essere morbido e anche un po' appiccicaticcio.
  10. Coprire con un panno umido o con pellicola e lasciare lievitare nel forno con luce accesa fino al raddoppio.
  11. L'impasto è lievitato quando bello gonfio e bucato.
  12. Prendere l'impasto e formare tante palline. Premere al centro con l'indice e formare il buco.
  13. Riporre su un canovaccio pulito leggermente infarinato e coprire bene. Lasciare lievitare ancora circa 1 ora fino a che sono belle gonfie.
  14. Friggere in abbondante olio di arachidi. L'olio non deve superare i 180° altrimenti le ciambelle si bruceranno troppo all'esterno.
  15. Cuocerle rigirandole un paio di volte su ambo i lati, si gonfieranno e diventeranno belle dorate.
  16. Tamponare su carta assorbente e passare nello zucchero semolato.
  17. Gustare calde. Sono una goduria inaudita.
Notes
  1. Se ve ne avanzano, le potete congelare. Una volta scongelate, passatele al forno per qualche minuto e saranno come appena fatte.
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Gallettine al latte caldo

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Mia nonna le chiama in sardo “Galletinasa” (gallettine) e mi racconta che in Sardegna da bambina le faceva sempre insieme alla sua nonna, dalla quale viveva. Quando nacque, i nonni materni la presero infatti con loro, insegnandole a fare tutto in casa, dal pane, ai dolci sardi. 
 
Ottime insieme ad una tazza di latte caldo la mattina o come spuntino con il caffè, queste gallette si preparano con ingredienti poveri che tutti abbiamo in casa e non presentano lievito ma ammoniaca per dolci.
 
Io le mangio da quando sono piccola e vi assicuro che una tira l’altra.
Potete gustarle al naturale con qualche granello di zucchero semolato in superficie oppure glassarle con ghiaccia reale e decorarle con zuccherini colorati.
 
 
Gallettine al latte caldo
 
tempo di prep: 45 min
tempo di cottura: 15 min
tempo totale: 1 h
 
 
 
ingredienti:
1 kg di farina 00 (io ho usato farina di tipo 2)
4 uova
100 ml olio d’oliva
la buccia grattugiata di 1 limone bio
250 ml di latte tiepido
200 g di zucchero 
30 g di ammoniaca per dolci
 
 
 
Procedimento:
1. In una ciotola, mischiate la farina con lo zucchero e la buccia del limone grattugiata.
2. Unite le uova e l’olio e cominciate a mescolare con un cucchiaio di legno.
3. Mettete a scaldare il latte in un pentolino e toglietelo dal fuoco quando tiepido.
4. Versate l’ammoniaca per dolci in una parte di latte e mescolate. Il latte si trasformerà in una schiuma gonfia.
5. Versate la schiuma nell’impasto e mescolate.
6. Versate il restante latte tiepido e trasferite l’impasto sulla spianatoia infarinata.
7. Impastate fino a formare un panetto morbido.
8. Stendete l’impasto con il mattarello, infarinandolo in superficie se necessario, per evitare che si attacchi.
9. Prendete dei taglia biscotti della forma che preferite e appoggiate le gallette su delle teglie rivestite con carta da forno.
10. Spennellate la superficie dei biscotti con del latte e passate solo la parte superficiale dei biscotti nello zucchero semolato.
11. Cuocete in forno caldo a 180° per 15 minuti.

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Ravioli sardi di patate e menta: i Culurgiones

 

16 dicembre 2014.  Piccola piccola, ammaliata dai blog più belli in circolazione e da un gruppo di donne unite da una forte passione e da una grande amicizia, decido di aprire il mio blog. Solo la parola mi fa paura… (io che fino ad allora avevo solo pubblicato su facebook le foto dei miei piatti e nemmeno sapevo come fare a crearlo).

Apro google e digito: ‘come aprire un blog’. Nemmeno le basi conosco. L’ A-B-C del web. Leggo di guru del web, che guadagnano fior di quattrini per le visualizzazioni, leggo di sognatori, che investendo giorni, notti e anni sul proprio blog, si sono creati un nome, un seguito. 

Mi spavento. Chiudo il pc e vado a letto.

Al mio risveglio, come tutti i giorni, apro instagram. La prima foto che mi appare è di Enrica Panariello alias Chiarapassion e penso: ‘quanta bellezza, quanta passione, anch’io voglio imparare a fare foto così belle’. La fotografia e la cucina da sempre sono le mie passioni più grandi e non c’è giorno che in casa mia non si produca qualcosa di buono. Ci provo! 

Ed eccomi qua a nemmeno un anno dall’apertura del blog a raccontarvi di un progetto fantastico e di persone altrettanto stupende che stanno credendo in me. Certo, sono solo una piccola stellina di quel cielo color tiffany che si chiama iFood, ma sono fiera di farne parte.

iFood è un network dove i blogger si sporcano le mani e ci mettono la faccia.

iFood è un magazine online fighissimo, fatto di Infinito amore per il cibo e di ricette da Food Blogger provenienti da tutta Italia, notizie, racconti ed eventi dal mondo del Food.

iFood presenta ogni settimana 6 dei propri Food Blogger, tra i quali da oggi ci sono anche io.

iFood ha creduto in un sogno e lo ha fatto diventare realtà.

Come vedete il mio blog ha cambiato volto e pian piano cercherò di renderlo sempre più completo e interattivo.

Festeggio con voi questo traguardo per me importantissimo, regalandovi la ricetta dei Culurgiones, i ravioli sardi ogliastrini ripieni di patate, menta e pecorino. Mia nonna, pur essendo del Cagliaritano, ha imparato a farli da una signora del posto e mi ha trasmesso la ricetta. Per la tipica chiusura a spiga di grano devo ringraziare una carissima amica di Villasimius, che mi ha mostrato come fare. In fondo il video dove mostro come chiuderli. Sembra difficile ma una volta capito il meccanismo è un gioco da ragazzi.

Come vedete, da oggi, la ricetta sarà in fondo all’articolo in versione stampabile (figa nè?).

Alla prossima! 

(Sempre la solita svampita) Veronica

Consigli:

  • Stendete la pasta sottile ma non troppo. Se troppo spessa, resteranno crudi nella parte della cucitura, se troppo sottile si apriranno in cottura. Io l’ho stesa a mano cercando di renderla sottile senza bucarla.
  • Fate cuocere in acqua bollente per max. 4 minuti altrimenti si apriranno.
  • Usate menta a foglia larga, risulta aromatica ma meno invadente della menta piperita a foglia appuntita e secondo il nostro gusto si sposa meglio con patate e pecorino. (opinione personale)
  • Se non avete pecorino, usate il parmigiano reggiano fresco. Sono buoni ugualmente, più delicati.

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Ravioli sardi con patate e menta (Culurgiones)
Serves 8
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Prep Time
3 hr
Cook Time
20 min
Prep Time
3 hr
Cook Time
20 min
Per il ripieno
  1. 1 kg patate preferibilmente rosse
  2. 1/2 bicchiere di olio EVO
  3. 2 spicchi d'aglio
  4. 2 etti e 1/2 di formaggio di pecora (per metà stagionato e per metà fresco. In alternativa andate di parmigiano reggiano)
  5. 1 pizzico di sale
  6. 1 cucchiaino di zucchero
  7. 2 o 3 cucchiai di menta fresca tritata (regolatevi a seconda dei gusti)
Per la pasta
  1. 400 g di semola rimacinata di grano duro
  2. 100 g di farina 00
  3. 220 g acqua
  4. 1 cucchaio di olio EVO
Instructions
  1. 1. Lavate accuratamente le patate e immergetele in acqua tiepida leggermente salata. Spegnete dopo 5 minuti dal bollore. Togliete la buccia e schiacciatele bene in una ciotola capiente.
  2. 2. Fate soffriggere l'aglio a pezzetti nel mezzo bicchiere di olio e toglietelo non appena si fa biondo.
  3. 3. Unite alle patate l'olio aromatizzato, la menta tritata, il pizzico di sale, lo zucchero e il formaggio grattugiato. Coprite con pellicola e mettete da parte.
  4. 4. Disponete la farina a fontana sulla spianatoia e aggiungete nel classico buco al centro l'olio e l'acqua poca alla volta. Impastate fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea e copritela con un panno pulito. Fatela riposare una decina di minuti.
  5. 5. Preparate i vassoi e insemolateli bene.
  6. 6. Stendete la pasta con il mattarello, cercando di renderla sottile ma elastica. Con l'aiuto di una tazzina da caffè o di un cilindro coppa pasta, ricavate tanti cilindri, al centro del quale andrete a mettere una bella pallina di ripieno. Per la cucitura vi rimando al mio video.
Notes
  1. 1. Cuocere in acqua bollente per 3-4 minuti.
  2. 2. I culurgiones, se non consumati subito possono essere congelati direttamente sui vassoi di carta. Una volta surgelati, conservare porzionati nei classici sacchetti per alimenti e buttare in acqua bollente senza fare scongelare.
Adapted from Nonna Albina
Adapted from Nonna Albina
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