Torrone fatto in casa

Scommetto che il solo pensiero di provare a fare il torrone in casa vi spaventi..

Penserete.. “dove trovo l’ostia?”, “ci vorranno ore e ore”, “dove lo trovo il tempo”, “sarà difficilissimo”.

Dico così perché quando la redazione di Matita e Forchetta mi ha chiesto di realizzare questo dolce tradizionale per il loro Magazine Online, ho pensato le stesse cose 😀

Ho trovato però in rete una ricetta favolosa che permette di realizzare il dolce in soli 30 minuti!

Pensavo non fosse come quello comprato e invece lo sapete che è 10 volte meglio?

Me lo sarei mangiato tutto 😀

Trovate ricetta con foto passo-passo qui a questo link: https://matitaeforchetta.it/torrone-fatto-in-casa/

Provateci e fatemi sapere se non è super-mega-buonissimooooo!

Intanto vi preannuncio che sto elaborando un ricettario natalizio con tutte le ricette a tema presenti qui sul blog e sarà disponibile a breve con tutti i link alle ricette per facilitarvi la ricerca, perché ce ne sono davvero un sacco!!! 

Se provate una mia ricetta e postate la foto su Instagram ricordatevi di usare l’hashtag #lamiacasashabbyblog così che io possa raccogliere tutte le vostre foto <3

A presto e buon avvento <3

Waiting for Christmas <3


Sciroppo di rose e una nuova avventura

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Questa è una ricetta speciale, perché tramandata da madre in figlia da generazioni.

Lo sciroppo di rose è una ricetta antica, famosa qui nella Valle Scrivia e ho avuto il privilegio di apprenderne il procedimento antico dalla mamma del mio fidanzato.

Per fare un ottimo sciroppo è importante utilizzare delle rose profumate e dai petali carnosi come per esempio le varietà Chapeau de Napoleon, Rosa Damascena e Rosa Muscosa, dal colore rosato.

Per lo sciroppo di quest’anno ringrazio la vicina che mi regala ogni giorno petali freschi e profumatissimi.

Lo sciroppo va diluito in acqua minerale (1 cucchiaino per 1 bicchiere di acqua) per ricavarne una bevanda profumata e dissetante ma può essere utilizzato in minima quantità anche per donare profumo e aroma ai dolci, come bagna o direttamente nell’impasto.

Se volete farne in grandi quantità e conservarlo in dispensa oppure regalarlo, è bene sterilizzare i vasetti e farli bollire una volta pieni, come per la marmellata. Se invece intendete farne una piccola bottiglia e consumarlo nel giro di un paio di settimane, si può conservare in frigorifero. 

In fondo troverete anche la video-ricetta, tratta dai miei snap sul canale Snapchat Ricette per passione (id ricetteperpassi), che da oggi è anche canale YouTube, per raccogliere tutte le nostre ricette. Dico “nostre” perché posso affermare con gioia e orgoglio di far parte di questa nuova meravigliosa avventura insieme ad altre sette fantastiche blogger. Grazie Germana per avermi voluta con te.

Seguiteci su snapchat (cercate RICETTEPERPASSI) e taggateci su instagram usando il tag #ricetteperpassione oppure inviateci i vostri snap.

Le altre fantastiche blogger che mi accompagnano in questo progetto sono:

La creatrice del progetto Germana de Le ricette di Mamma Gy

Elisa di Rienzo del blog Il fior di cappero

Barbara Beccarini del blog Un giorno senza fretta

Anna Rita Granata del blog Anna on the clouds

Beatrice del blog Crème de Cassis

Giorgia del blog Sogno in cucina 

Serena del blog Petite Patisserie

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SCIROPPO DI ROSE
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Ingredients
  1. 300 g di petali di rosa
  2. 1 litro di acqua bollente
  3. 1 kg di zucchero
  4. 1 limone a fette
Instructions
  1. Selezionate accuratamente i petali e puliteli strofinandoli su un panno pulito.
  2. Ponete i petali in una grande ciotola, copriteli con le fette di un limone e versatevi sopra l'acqua bollente.
  3. Coprite con un panno e lasciate macerare almeno 24 ore.
  4. Togliete petali e limone, strizzate bene i petali per ricavarne tutto il succo.
  5. Filtrate con un colino a maglie strette, meglio se coperto da un panno di cotone, il liquido ricavato.
  6. Ponete il liquido ottenuto insieme a pari quantità di zucchero, in una casseruola. Fate sobbollire per circa 20-30 minuti a fuoco dolce.
  7. Filtrate con un colino imbottigliate.
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Una rosa a tutti voi che mi seguite con affetto.

Veronica

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Pardulas alla ricotta (formaggelle sarde)

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Questi dolcetti al formaggio sono un cavallo di battaglia di mia nonna materna.

Tipici dolci sardi dalla forma inconfondibile, le pardulas nascono dall’unione del formaggio fresco di pecora, con limone e zafferano.

Mio nonno faceva il pastore e noi avevamo la fortuna di mangiare il suo formaggio di pecora. In base al periodo, si aveva  a disposizione ricotta di pecora appena fatta, formaggio fresco, pecorino stagionato. Io impazzivo. Lo guardavo nella sua casettina di fianco casa, che era il suo laboratorio, seduto su una seggiolina di paglia e legno e davanti a sé un pentolone di latte, dal quale ricavava il formaggio.

Io lo osservavo per ore ed ore e aspettavo il momento in cui le sue grandi mani tiravano fuori dal pentolone la ricotta calda… con le mani prendevo e mangiavo. Non dimenticherò mai quegli odori e quei sapori

Le formaggelle si fanno solitamente  a Pasqua e per ogni occasione speciale: matrimoni, compleanni, Natale. In alcune zone della Sardegna viene sostituito il formaggio “acido” con la ricotta, per un gusto più cremoso e delicato.

Per chi vuole avventurarsi nella ricetta classica di nonna, vi consiglio di cercare il formaggio fresco di pecora (simile al primo sale ma senza sale!) direttamente da un pastore di fiducia e di lasciarlo una notte fuori dal frigo a inacidirsi leggermente.

In alternativa c’è chi usa il primo sale anche se io trovo il gusto diverso e consiglio di sostituire il formaggio con la ricotta di pecora (sempre km 0 se possibile, non confezionata di marca).

 

Con questa dose vi usciranno circa 7-8 formaggelle. Se volete farne per tutta la famiglia come fa nonna…. moltiplicate per dieci 😀

 
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Con questa ricetta partecipo al contest Foodbloggest di Esperienze Gustose, la manifestazione dedicata alla cucina, in programma dal 6 all’8 maggio a Villa La Mattarana a Verona”.

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Pardulas (formaggelle)
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Ingredients
  1. Per il ripieno
  2. 100 gr di ricotta di pecora fresca
  3. circa 3 cucchiai di farina 00 (circa 25 gr)
  4. circa 2 cucchiai di zucchero
  5. mezzo cucchiaino di zafferano
  6. un pizzico di sale
  7. 1 tuorlo d'uovo
  8. la buccia grattugiata di un limone non trattato
  9. Per la pasta
  10. 100 gr di farina 00
  11. 1 cucchiaino di strutto di maiale
  12. 1 albume d'uovo
  13. un pizzico di sale
  14. acqua tiepida q.b.
Instructions
  1. Per il ripieno
  2. 100 gr di ricotta di pecora fresca
  3. circa 3 cucchiai di farina 00 (circa 25 gr)
  4. circa 2 cucchiai di zucchero
  5. mezzo cucchiaino di zafferano
  6. un pizzico di sale
  7. 1 tuorlo d'uovo
  8. la buccia grattugiata di un limone non trattato
  9. Per la pasta
  10. 100 gr di farina 00
  11. 1 cucchiaino di strutto di maiale
  12. 1 albume d'uovo
  13. un pizzico di sale
  14. acqua tiepida q.b.
  15. Cominciate dalla pasta.
  16. Sulla spianatoia, disponete la farina a fontana e nel mezzo aggiungete l'albume, lo strutto e il pizzico di sale.
  17. Impastate con le mani sbriciolando il tutto e bagnandovi le mani fino ad ottenere un panetto liscio e morbido.
  18. Fate riposare coperto da un canovaccio pulito per almeno 30 minuti.
  19. Nel frattempo dedicatevi al ripieno e accendete il forno a 170°, modalità ventilata.
  20. In una ciotola, mescolate la ricotta, con la farina, lo zucchero, il tuorlo, la buccia grattugiata del limone e infine unite lo zafferano e una presa di sale. Amalgamate il tutto in una crema liscia non troppo liquida.
  21. Stendete la pasta molto sottile con un mattarello o eventualmente con la macchina per la pasta fresca. Si deve ottenere una sfoglia sottile, come per i ravioli.
  22. Con una coppa pasta rotondo ricavate tanti cerchi di pasta. Al centro di ogni cerchio, ponete un cucchiaino di ripieno e richiudete pizzicando con le dita la pasta intorno al ripieno per ottenere la classica forma a sole. In alternativa ricavate un rettangolo di pasta e ponete tante palline di ripieno distanziate tra loro e richiudete la pasta ai lati del ripieno pizzicando tra una pallina e l'altra e dando forma concentrica alla biscia di pasta ottenuta.
  23. Disponete le pardulas ottenute su una teglia rivestita con carta da forno e fate cuocere in forno caldo a 170° per circa 30 minuti fino a quando il ripieno sarà bello dorato.
  24. Una volta fredde, decorate con miele, miele e zuccherini oppure glassa.
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Parafrittus (fatti fritti sardi)

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Dopo qualche settimana di assenza, torno con una ricetta bomba in vista del carnevale, i Parafrittus o Parafritti come li chiama nonna Albina, italianizzando la parola. In Sardegna li chiamano anche “fatti fritti”.

Io e mia sorella ne andiamo matte. Quando eravamo bambine la nonna li faceva in inverno. Quando decideva di farli, si alzava all’alba ad impastare chili e chili di farina. Lasciava lievitare e dopo pranzo friggeva. Poi chiamava tutta la tribù e distribuiva. Mia mamma è la quarta di sei fratelli. Figli e nipoti, si andava dalla nonna per assaggiarli caldi caldi, appena fatti. Io ne mangiavo almeno due. Poi si faceva il vassoietto da portare a casa anche per papà, come dolcino dopo cena. 

Non li avevo mai fatti da sola, senza la supervisione di nonna. Non è impossibile farli ma nemmeno facilissimo. E’ importante farli lievitare bene e attenzione al latte caldo.. non deve essere bollente altrimenti bloccherà la lievitazione del cubetto di lievito. Se non lievitano bene restano duri e crudi dentro e si inzuppano d’olio.

Se lievitati bene, restano invece soffici soffici, una vera bontà.

Molto simili ai Krapfen con la sola differenza di avere il buco in mezzo.

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Parafrittus (fatti fritti)
Tipici bomboloni sardi col buco, che si preparano per carnevale, simili alle graffe napoletane e ai Krapfen.
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Ingredients
  1. 1 kg farina
  2. 2 etti di zucchero semolato
  3. 4 uova
  4. 1 etto di strutto (o burro)
  5. 50 g di lievito di birra fresco
  6. 2 buste di vanillina
  7. la buccia di 1 limone grattugiata
  8. circa 1/2 litro di latte (l'impasto deve risultare morbido ma non liquido, per cui potrebbe servirne anche meno)
Instructions
  1. Separare gli albumi dai tuorli.
  2. Lavorare bene i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
  3. Unire i bianchi montati e incorporarli delicatamente (questo passaggio garantirà ancora più morbidezza ma potete anche lavorare le uova intere con lo zucchero)
  4. Aggiungere la vanillina, la buccia del limone.
  5. Scaldare il latte in un pentolino e sciogliere lo strutto in un altro.
  6. Tenere un poco di latte da parte per sciogliervi il cubetto di lievito.
  7. Cominciare a unire la farina al composto di uova, alternandola al latte tiepido a filo e allo strutto.
  8. Infine, sciogliere il cubetto nel restante latte e unire al composto.
  9. L'impasto deve essere morbido e anche un po' appiccicaticcio.
  10. Coprire con un panno umido o con pellicola e lasciare lievitare nel forno con luce accesa fino al raddoppio.
  11. L'impasto è lievitato quando bello gonfio e bucato.
  12. Prendere l'impasto e formare tante palline. Premere al centro con l'indice e formare il buco.
  13. Riporre su un canovaccio pulito leggermente infarinato e coprire bene. Lasciare lievitare ancora circa 1 ora fino a che sono belle gonfie.
  14. Friggere in abbondante olio di arachidi. L'olio non deve superare i 180° altrimenti le ciambelle si bruceranno troppo all'esterno.
  15. Cuocerle rigirandole un paio di volte su ambo i lati, si gonfieranno e diventeranno belle dorate.
  16. Tamponare su carta assorbente e passare nello zucchero semolato.
  17. Gustare calde. Sono una goduria inaudita.
Notes
  1. Se ve ne avanzano, le potete congelare. Una volta scongelate, passatele al forno per qualche minuto e saranno come appena fatte.
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Gallettine al latte caldo

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Mia nonna le chiama in sardo “Galletinasa” (gallettine) e mi racconta che in Sardegna da bambina le faceva sempre insieme alla sua nonna, dalla quale viveva. Quando nacque, i nonni materni la presero infatti con loro, insegnandole a fare tutto in casa, dal pane, ai dolci sardi. 
 
Ottime insieme ad una tazza di latte caldo la mattina o come spuntino con il caffè, queste gallette si preparano con ingredienti poveri che tutti abbiamo in casa e non presentano lievito ma ammoniaca per dolci.
 
Io le mangio da quando sono piccola e vi assicuro che una tira l’altra.
Potete gustarle al naturale con qualche granello di zucchero semolato in superficie oppure glassarle con ghiaccia reale e decorarle con zuccherini colorati.
 
 
Gallettine al latte caldo
 
tempo di prep: 45 min
tempo di cottura: 15 min
tempo totale: 1 h
 
 
 
ingredienti:
1 kg di farina 00 (io ho usato farina di tipo 2)
4 uova
100 ml olio d’oliva
la buccia grattugiata di 1 limone bio
250 ml di latte tiepido
200 g di zucchero 
30 g di ammoniaca per dolci
 
 
 
Procedimento:
1. In una ciotola, mischiate la farina con lo zucchero e la buccia del limone grattugiata.
2. Unite le uova e l’olio e cominciate a mescolare con un cucchiaio di legno.
3. Mettete a scaldare il latte in un pentolino e toglietelo dal fuoco quando tiepido.
4. Versate l’ammoniaca per dolci in una parte di latte e mescolate. Il latte si trasformerà in una schiuma gonfia.
5. Versate la schiuma nell’impasto e mescolate.
6. Versate il restante latte tiepido e trasferite l’impasto sulla spianatoia infarinata.
7. Impastate fino a formare un panetto morbido.
8. Stendete l’impasto con il mattarello, infarinandolo in superficie se necessario, per evitare che si attacchi.
9. Prendete dei taglia biscotti della forma che preferite e appoggiate le gallette su delle teglie rivestite con carta da forno.
10. Spennellate la superficie dei biscotti con del latte e passate solo la parte superficiale dei biscotti nello zucchero semolato.
11. Cuocete in forno caldo a 180° per 15 minuti.

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Torta di mele integrale all’acqua

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Torta di mele significa profumo, significa casa, significa famiglia.

Chi non ha mai fatto un dolce con le mele? Un frutto rassicurante, buono e genuino che si sposa alla perfezione con la cannella e che è il protagonista delle torte fatte in casa da sempre.

La torta di mele la troviamo in molteplici varianti sul web e sui libri di cucina. La mia versione è leggerissima e fatta con farina integrale. Di una genuinità imbarazzante: niente olio, burro o latte. Solo acqua, zucchero, farina, cannella, mele e pinoli. 

La Semplicità.

Sono partita dalla ricetta della torta di mele all’acqua della mia amica Enrica, cambiando il tipo di farina e togliendo l’olio.

Questa versione è soffice come una nuvola e leggerissima. Adatta agli intolleranti al lattosio e a chi vuole stare attento alla linea, senza rinunciare ad una fetta di torta a colazione o a merenda.

Provatela e non vi deluderà, accompagnandovi anche in quei periodo di rinunce alimentari.

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Torta di mele integrale all'acqua
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Prep Time
15 min
Cook Time
55 min
Prep Time
15 min
Cook Time
55 min
Ingredients
  1. 2 mele golden
  2. 3 uova
  3. 250 g di farina integrale
  4. 240 g di zucchero
  5. 1 bustina di lievito per dolci
  6. 2 cucchiaini di cannella
  7. 130 ml di acqua
  8. 1 limone bio
  9. 2 cucchiaini di zucchero di canna
Instructions
  1. Lavare accuratamente le mele e sbucciarle. Tagliarle a fettine e disporle in un piatto irrorandole con il succo di un limone, onde evitare che anneriscano durante la preparazione dell'impasto.
  2. Montare le uova con lo zucchero, mescolando con una frusta fino ad ottenere una crema gonfia e spumosa.
  3. Aggiungere la farina setacciata con il lievito, alternandola con l'acqua.
  4. Unire la cannella.
  5. Versare metà impasto in una teglia rivestita con carta forno (io ho usato un diametro 24 cm a ciambella). Disporre una parte delle fette di mela e versare il restante impasto. Disporre le ultime mele e distribuire lo zucchero di canna sulla superficie.
  6. Infornare in forno caldo a 170° funzione statica e far cuocere per circa 55 minuti. Controllare la cottura con uno stuzzicadenti che deve uscire asciutto.
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Zuppa di ceci – Il mio comfort food

zuppa di ceci

Non so voi, ma appena arriva il primo freddo io comincio a pensare a zuppe calde e minestre.

Una coccola che mi concedo spesso la sera, insieme ad un bicchiere di buon vino rosso.

(altro…)

Ravioli sardi di patate e menta: i Culurgiones

 

16 dicembre 2014.  Piccola piccola, ammaliata dai blog più belli in circolazione e da un gruppo di donne unite da una forte passione e da una grande amicizia, decido di aprire il mio blog. Solo la parola mi fa paura… (io che fino ad allora avevo solo pubblicato su facebook le foto dei miei piatti e nemmeno sapevo come fare a crearlo).

Apro google e digito: ‘come aprire un blog’. Nemmeno le basi conosco. L’ A-B-C del web. Leggo di guru del web, che guadagnano fior di quattrini per le visualizzazioni, leggo di sognatori, che investendo giorni, notti e anni sul proprio blog, si sono creati un nome, un seguito. 

Mi spavento. Chiudo il pc e vado a letto.

Al mio risveglio, come tutti i giorni, apro instagram. La prima foto che mi appare è di Enrica Panariello alias Chiarapassion e penso: ‘quanta bellezza, quanta passione, anch’io voglio imparare a fare foto così belle’. La fotografia e la cucina da sempre sono le mie passioni più grandi e non c’è giorno che in casa mia non si produca qualcosa di buono. Ci provo! 

Ed eccomi qua a nemmeno un anno dall’apertura del blog a raccontarvi di un progetto fantastico e di persone altrettanto stupende che stanno credendo in me. Certo, sono solo una piccola stellina di quel cielo color tiffany che si chiama iFood, ma sono fiera di farne parte.

iFood è un network dove i blogger si sporcano le mani e ci mettono la faccia.

iFood è un magazine online fighissimo, fatto di Infinito amore per il cibo e di ricette da Food Blogger provenienti da tutta Italia, notizie, racconti ed eventi dal mondo del Food.

iFood presenta ogni settimana 6 dei propri Food Blogger, tra i quali da oggi ci sono anche io.

iFood ha creduto in un sogno e lo ha fatto diventare realtà.

Come vedete il mio blog ha cambiato volto e pian piano cercherò di renderlo sempre più completo e interattivo.

Festeggio con voi questo traguardo per me importantissimo, regalandovi la ricetta dei Culurgiones, i ravioli sardi ogliastrini ripieni di patate, menta e pecorino. Mia nonna, pur essendo del Cagliaritano, ha imparato a farli da una signora del posto e mi ha trasmesso la ricetta. Per la tipica chiusura a spiga di grano devo ringraziare una carissima amica di Villasimius, che mi ha mostrato come fare. In fondo il video dove mostro come chiuderli. Sembra difficile ma una volta capito il meccanismo è un gioco da ragazzi.

Come vedete, da oggi, la ricetta sarà in fondo all’articolo in versione stampabile (figa nè?).

Alla prossima! 

(Sempre la solita svampita) Veronica

Consigli:

  • Stendete la pasta sottile ma non troppo. Se troppo spessa, resteranno crudi nella parte della cucitura, se troppo sottile si apriranno in cottura. Io l’ho stesa a mano cercando di renderla sottile senza bucarla.
  • Fate cuocere in acqua bollente per max. 4 minuti altrimenti si apriranno.
  • Usate menta a foglia larga, risulta aromatica ma meno invadente della menta piperita a foglia appuntita e secondo il nostro gusto si sposa meglio con patate e pecorino. (opinione personale)
  • Se non avete pecorino, usate il parmigiano reggiano fresco. Sono buoni ugualmente, più delicati.

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Ingredienti

Per il ripieno:
1 kg patate preferibilmente rosse
1/2 bicchiere di olio EVO
2 spicchi d’aglio
2 etti e 1/2 di formaggio di pecora (per metà stagionato e per metà fresco. In alternativa andate di parmigiano reggiano)
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di zucchero
2 o 3 cucchiai di menta fresca tritata (regolatevi a seconda dei gusti)

Per la pasta:
400 g di semola rimacinata di grano duro
100 g di farina 00
220 g acqua
1 cucchaio di olio EVO

Procedimento

1. Lavate accuratamente le patate e immergetele in acqua tiepida leggermente salata. Spegnete dopo 5 minuti dal bollore. Togliete la buccia e schiacciatele bene in una ciotola capiente.
2. Fate soffriggere l’aglio a pezzetti nel mezzo bicchiere di olio e toglietelo non appena si fa biondo.
3. Unite alle patate l’olio aromatizzato, la menta tritata, il pizzico di sale, lo zucchero e il formaggio grattugiato. Coprite con pellicola e mettete da parte.
4. Disponete la farina a fontana sulla spianatoia e aggiungete nel classico buco al centro l’olio e l’acqua poca alla volta. Impastate fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea e copritela con un panno pulito. Fatela riposare una decina di minuti.
5. Preparate i vassoi e insemolateli bene.
6. Stendete la pasta con il mattarello, cercando di renderla sottile ma elastica. Con l’aiuto di una tazzina da caffè o di un cilindro coppa pasta, ricavate tanti cilindri, al centro del quale andrete a mettere una bella pallina di ripieno. Per la cucitura vi rimando al mio video.

Note

1. Cuocere in acqua bollente per 3-4 minuti.
2. I culurgiones, se non consumati subito possono essere congelati direttamente sui vassoi di carta. Una volta surgelati, conservare porzionati nei classici sacchetti per alimenti e buttare in acqua bollente senza fare scongelare.

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Pasticcini di frolla con crema pasticcera e more

  

Questo weekend regalate un vassoio di pasticcini fatti con le vostre mani.

Vi basteranno una semplicissima frolla, la crema pasticcera del maestro Montersino e frutti di bosco a piacere.

Da quando ho provato la crema pasticcera seguendo il metodo di Montersino con tuorli d’uovo e fecola di patate, non ne posso più fare a meno. La consistenza è vellutata e leggera, una vera coccola ed è semplicissima da fare.

Cosa serve

  • Teglia da cupcake 
  • Burro
  • Farina
  • Uova
  • Zucchero 
  • Bacca di vaniglia
  • Buccia di limone
  • Fecola di patate o maizena
  • Latte
  • Panna
  • Frutti di bosco 
  • Pirottini di carta 
  • Pellicola
  • Ghiaccio

Per la ricetta della pasta frolla cliccate qui

Per la ricetta della crema pasticcera cliccate qui 

Con la frolla avanzata potete fare dei biscotti oppure potete congelarla. 

  

  dolce weekend!

Colomba Pasquale a lunga lievitazione

   

         

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Questa Pasqua ho deciso di cimentarmi nella preparazione in casa della tradizionale Colomba.

Ho scelto di provare a fare un impasto a lunga lievitazione per cercare di ottenere la tipica fragranza e leggerezza di una colomba di pasticceria, ma soprattutto la conservabilità.

Per non sbagliare e accontentare tutti i palati, ne ho fatte due, una con i tipici canditi e l’altra con gocce di cioccolato e glassa al cacao.

La mia ricetta prende ispirazione da due blog, Mammapapera e Il laboratorio delle torte.

INGREDIENTI PER DUE STAMPI DA 1 KG

per il primo impasto

600 g farina manitoba

235 g acqua

192 g zucchero

30 g lievito madre secco

250 g tuorli d’uovo

270 g burro

per il secondo impasto

110 g farina manitoba

50 g tuorli

44 g zucchero

50 g burro

12 g sale

200 gr di frutta candita (io arancia, cedro e mirtilli) e 200 gr gocce di cioccolato congelate

Emulsione aromi: 60 g burro fuso, 30 g miele, 60 g cioccolato bianco fuso, i semini di una bacca di vaniglia, la buccia grattugiata di due arance

Per la glassa semplice

20 g mandorle dolci e 20 g mandorle amare

100 g zucchero

15 g fecola di patate

50 g albumi

Per la glassa al cacao

20 g mandorle dolci

10 g mandorle amare

100 g zucchero

20 g cacao amaro

15 g fecola di patate

50 g albumi

Per la decorazione

Codette bianche di zucchero

Mandorle

Zucchero a velo

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primo impasto

Inserite la farina e il lievito secco in un robot da cucina o in una planetaria, oppure armatevi di forza e impastate a mano. Mescolate le due polveri e cominciate aggiungendo l’acqua e i tuorli. Lavorate l’impasto fino a che i tuorli non siano completamente incorporati.

Unite lo zucchero e fatelo assorbire completamente.

Infine unite il burro ammorbidito a piccoli pezzi, aggiungendone uno alla volta fino a totale assorbimento. Impastate a lungo fino a quando l’impasto non risulti ben “incordato”. (Allungando un piccolo pezzo di impasto non deve strapparsi ma risultare forte ed elastico)

Mettete l’impasto a lievitare per almeno 6 ore in una grande ciotola coperto da strofinaccio umido, preferibilmente nel forno spento con luce accesa per mantenerlo al caldo e a temperatura costante.

Usate la ciotola più grande che avete o un pentolone, l’impasto deve triplicare.

Ecco come appariva il mio dopo 6 ore:

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secondo impasto

Rovesciate l’impasto su spianatoia infarinata e suddividetelo con cautela in due parti uguali, che lavorerete una alla volta.

Per entrambe seguite lo stesso procedimento con la sola differenza che in una aggiungerete i canditi e nell’altra le gocce di cioccolato.

Prendete l’impasto e inseritelo nel vostro robot da cucina, aggiungete la farina e i tuorli ed impastate fino ad incordatura.

Unite lo zucchero e incordate.

Unite l’emulsione di burro, cioccolato bianco, miele, buccia d’arancia e semini di vaniglia. Incordate.

Unite il sale, il burro fuso e i canditi o le gocce di cioccolato e incordate.

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Trasferite i due impasti su spianatoia.

Da ogni impasto ricavate due pezzi (uno deve essere grande 2/3). Dal pezzo più grande ricavate la parte centrale della colomba, dal pezzo più piccolo le due ali.

Fate lievitare le colombe altre 6 ore nel forno chiuso con luce accesa coperte da strofinaccio umido.

Qui trovate un video dove viene spiegato come effettuare l’operazione, donando forza all’impasto senza rovinare la lievitazione.

IMG_4608[1]Una volta lievitate toglietele dal forno e accendete a 180° in modalità statica.

Preparate la glassa frullando insieme albumi, mandorle, zucchero, fecola (+ cacao per la versione al cioccolato).

Spalmate un leggero strato di glassa sulle colombe, facendo molta attenzione a non premere per non smontare la lievitazione.

Decorate con codette di zucchero, mandorle e zucchero a velo.

Infornate e fate cuocere per 50 minuti circa. Regolatevi in base alla potenza del vostro forno.

Se vedete che cominciano a scurirsi copritele con la carta stagnola e abbassate il forno di 5 gradi.

Verificate la cottura con la prova stecchino al centro e se lo avete con termometro che deve segnare 96° nel cuore del dolce.

Con questa ricetta auguro Buona Pasqua a tutti voi.

Ci vediamo dopo Pasqua con tante nuove ricette pronte per voi.

Veronica

  

   

         

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